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Un viaggio nel mondo dell'acquerello: tecniche, materiali e tutorial per trasformare i colori in emozioni. Scopri la mia passione per l'arte e lasciati ispirare.
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🎨 Il mio "Punto Zero": Analisi onesta di un inizio, il mio primo paesaggio
Riguardare i propri primi lavori è un po' come ritrovare una vecchia foto d'infanzia: ci si rivede con un pizzico di nostalgia e tanta tenerezza. Questo paesaggio è uno dei miei primi passi nell'acquerello e, nonostante i difetti tecnici, lo trovo ancora molto dolce e pulito. C'è un senso di pace che mi piace ancora oggi.
Tuttavia, per crescere bisogna saper guardare cosa non ha funzionato. Ecco un'analisi "sincera al 100%" (come piace a noi!) qui vi metto anche il video
:
🌈 Quello che lo rende "carino"
C'è una bella armonia nei colori scelti. Il prato è vivace e la casetta è posizionata bene: comunica subito un senso di casa e di natura. Non è un dipinto "confuso"; è semplice, leggibile e ha una sua dignità poetica.
🔍 Perché però non "funziona" tecnicamente?
Nel video ho accennato alla lotta con i materiali, ma entriamo nel dettaglio:
La sfida della carta: Usare carta in cellulosa (quella di Tiger) ha reso tutto più difficile. Il cielo presenta delle righe orizzontali perché la carta ha bevuto l'acqua troppo in fretta, impedendo le sfumature morbide che cercavo.
La "paura" dell'acqua: Si vede che lavoravo con il pennello quasi asciutto, "grattando" il colore invece di lasciarlo fluire. L'acquerello ha bisogno di respirare, qui invece sembra un po' costretto.
Il pigmento "crudo": Ho prelevato il colore direttamente dal godet senza passare dalla tavolozza. Questo ha creato contorni netti e un po' duri negli alberi e nella casa, togliendo quella trasparenza magica che oggi amo tanto.
Tutto in primo piano: Montagne e prato hanno la stessa intensità. Oggi so che per dare profondità lo sfondo deve essere più chiaro e "nebbioso", ma all'epoca volevo che ogni dettaglio si vedesse forte e chiaro!
🥦 L'invasione dei "Cavolfiori" (Il tempismo è tutto!)
C’è un dettaglio tecnico che salta subito all'occhio ed è forse l'errore più comune quando si inizia: la formazione dei cavolfiori (quelle macchie irregolari e frastagliate che vedete in alcuni punti).
L'errore: Non ho avuto la pazienza di aspettare che la carta asciugasse completamente.
Cosa è successo: Quando la carta è ancora umida e noi aggiungiamo una pennellata con troppa acqua (o troppo carica di colore), l'acqua nuova "spinge" via il pigmento che si stava già depositando. Il risultato? Quei bordi scuri e frastagliati che sembrano, appunto, dei piccoli cavolfiori.
La lezione: L'acquerello richiede una pazienza infinita. Bisogna imparare a "leggere" l'umidità della carta: o si lavora bagnato su bagnato con decisione, o si aspetta l'asciugatura totale prima di tornare sopra un dettaglio. Io, all'epoca, avevo troppa fretta di vedere il risultato!
💡 Il valore di questo foglio
Non è bruttissimo, è solo l'inizio. Ci vedo la voglia di sperimentare e la gioia di mettere il colore sul foglio. Se oggi riesco a gestire le sfumature sulla mia carta Fabriano o Arches con i pennelli Tintoretto, è proprio perché sono passata da queste righe nel cielo e da queste montagne così decise.
Non abbiate paura dei vostri "primi passi": sono le fondamenta di tutto quello che dipingerete domani.Oggi voglio fare un gioco pericoloso: riprendere in mano uno dei miei primissimi lavori e smontarlo pezzo per pezzo. Nel video vi ho mostrato le prime impressioni, ma qui voglio andare a fondo, perché guardare i propri errori è l'unico modo per non ripeterli.
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